Festa di Sant’Alfio a Lentini

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Data / Ora
09/05/2018 - 11/05/2018
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Luogo
Centro Storico Lentini

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Festa Sant'Alfio LentiniLa festa di Sant’Alfio a Lentini ha il momento culminante nei giorni 9, 10 e 11 maggio, ma in realtà i festeggiamenti iniziano il 1° maggio. Dall’1 al 9 maggio il cerimoniale della festa prevede, ogni giorno: all’alba spari e suono di campane; alle 11 e alle 17 novena; la sera novena solenne nella chiesa della Fontana. Nel frattempo, nella grotta di via Paradiso, il carcere dei tre Martiri, viene allestita la scena del loro martirio. Nella chiesa della Campana si prepara la statua reliquiario contenente i resti umani dei Tre Santi.

9 maggio

Alle ore 20 del 9 maggio si apre l’antica porta della Chiesa Madre. Esce il Capitolo della ex cattedrale, con gli anziani della confraternita che indossano la gualdrappa di velluto nero lucido. Seguono chierichetti, canonici, comitato dei festeggiamenti, devoti spingitori, banda musicale. Il Corteo passa per il Municipio, va alla chiesa della Campana e alla chiesa della Fontana e ritorna in piazza Duomo dove, tra la folla festante, avviene “u iocu focu” del 9 maggio, uno dei momenti culminanti della festa: il grandioso spettacolo dei fuochi d’artificio. Il reliquiario è fatto rientrare in chiesa.

All’una di notte si ha il rintocco della campana dell’orologio, lo scampanio del campanone principale, sparo di botti e apertura delle porte della chiesa. La “vara” di sant’Alfio viene spinta nel vestibolo e qui presa in consegna a nome dei devoti della città dai “devoti spingitori”.

Inizia a questo punto uno dei momenti più suggestivi: la corsa dei “nuri”. Uomini a torso nudo, scalzi, indossando solo un paio di calzoni bianchi corti e un nastro rosso, tenendo una mano dietro la schiena e nell’altra un cero o un mazzo di fiori. Corrono per le strade di Lentini ricordando il giro che fecero i Tre Martiri. Dietro a loro corrono anche le donne, scalze. E’ una corsa silenziosa, tra due ali di folla ammutolita. Ogni tanto si sente il richiamo dei corridori: “Evviva li santi Mattri, Mattri santi!”. La corsa dura fino all’alba.

10 maggio

Alle 9 del mattino, nella ex Cattedrale, sull’altare eretto sulle tombe dei Tre Martiri, i sacerdoti celebrano la Santa Messa. Dalla porta laterale della chiesa, in via Garibaldi, esce portato a spalla dai canonici lo scrigno con le reliquie dei Tre Santi. Lo scrigno viene poggiato sulla “vara”, e spinto davanti alla porta della chiesa: è “a nisciuta do Santu”. Sono le dieci del mattino, dopo un tripudio di fuochi d’artificio il corteo esce dal sagrato e si appresta a fare il giro della città che termina alla chiesa della Fontana.

11 Maggio

Di mattina l’arcivescovo celebra il solenne pontificale in onore dei tre Martiri. Di pomeriggio la “vara” riprende il suo giro. Quasi all’alba sparo del mortaio e suono delle campane: sono aperte le porte della Matrice. Si forma un corteo composto dal Capitolo dell’ex Cattedrale e dal sindaco, che risale via Regina Margherita andando incontro alla “vara” che finisce il suo giro riportata in chiesa.

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